Girando per le bande capita di incrociare un segnale che fa solo bip, corti e lunghi. E' il telegrafo, il modo di comunicare piu' vecchio che esista via radio, e ha una qualita' che nessun altro ha: passa quando non passa piu' niente. Dove una voce sarebbe un fruscio incomprensibile, il Morse arriva ancora leggibile.
Il problema e' che bisogna saperlo leggere, e impararlo richiede mesi. Questo firmware toglie l'ostacolo da due parti: lo decodifica per te mentre ascolti, e se poi ti prende la voglia di impararlo sul serio, ti fa da maestro.
1Il decoder che impara la mano di chi trasmette
Non gli si dice a che velocita' va: lo capisce ascoltando, come farebbe una persona.
Il Morse fatto a mano non e' regolare: ognuno ha il suo ritmo, tiene le linee un po' piu' lunghe o piu' corte, cambia velocita' quando e' stanco. I decoder rigidi si perdono proprio li'. Questo parte senza sapere niente: sta zitto finche' non ha sentito abbastanza da distinguere un punto da una linea, poi comincia a scrivere e continua ad aggiustarsi mentre l'altro trasmette.
ascoltaPrima tace
Nessuna velocita' di partenza. Finche' fra le durate sentite non ce n'e' una lunga almeno il doppio di un'altra, non scrive niente: non ha ancora capito la mano.
→ Meglio due secondi di silenzio che venti lettere sbagliate.
imparaPoi si tara
Tiene separate le misure dei punti e quelle delle linee, e sposta il confine verso il gruppo piu' regolare, che e' quello di cui puo' fidarsi.
→ Le prime misure pesano tanto, poi si affina.
scriveE scrive
Le lettere compaiono sul display mentre arrivano. Se chi trasmette rallenta o accelera, il decoder lo segue senza perdere il filo.
→ Provato in aria su telegrafia fatta a mano.
Un limite noto, detto com'e': la prima lettera di una trasmissione si perde quasi sempre, perche' il decoder usa proprio quel primo suono per tararsi sul livello. Dalla seconda in poi scrive.
2Impararlo sul serio
Perche' leggerlo con l'orecchio resta un'altra cosa, e da' un'altra soddisfazione.
La radio fa anche da maestro: genera caratteri e ti chiede di riconoscerli, poche lettere per volta, aggiungendone di nuove man mano. E' il metodo con cui il Morse si impara davvero, cioe' a suono e non contando i puntini: chi impara guardando una tabella si blocca a poche parole al minuto e non va oltre.
3Trasmetterlo
Con il tasto vero, quello a due leve, collegato alla radio.
Al connettore della radio si collega un tasto telegrafico e la radio si comporta come una stazione telegrafica: tiene lei il ritmo, alterna punti e linee finche' tieni premuto, e manda in aria un segnale pulito. C'e' anche il modo automatico, che ripete a intervalli un messaggio fisso: serve alle stazioni che devono annunciarsi da sole.
4Cosa ti serve
per leggereIl circuito audio
La decodifica legge il segnale grezzo dentro la radio: serve il pezzetto di circuito che molte schede non hanno di fabbrica.
→ E' l'unica parte che chiede di aprire la radio.
per imparareNiente
Il maestro di Morse suona e basta: funziona su una radio non modificata, anche senza antenna, anche in poltrona.
→ Si comincia da qui, senza spendere niente.
per trasmettereUn tasto e un adattatore
Il tasto telegrafico si trova usato per pochi euro; serve il cavetto giusto per collegarlo alla presa della radio.
→ E il permesso di trasmettere, che dipende dalla banda.
5I limiti, detti prima
- Il decoder e' bravo con il Morse fatto bene. Con una mano molto irregolare, o con due stazioni che si sovrappongono, sbaglia: e' lo stesso limite che ha l'orecchio umano, solo meno elegante.
- La prima lettera si perde, come detto sopra.
- Il rumore conta piu' del firmware. Su un segnale che sparisce nel fruscio non c'e' decodifica che tenga.
- Leggerlo con la macchina non e' saperlo. Il decoder e' una comodita' e un ottimo modo per controllarsi mentre si impara, ma chi vuole fare telegrafia sul serio prima o poi l'orecchio lo deve allenare.
6Il punto
Il Morse e' la dimostrazione che la radio non e' solo potenza: e' il modo piu' povero di trasmettere ed e' quello che resta in piedi per ultimo, quando il segnale e' cosi' debole che nient'altro passa. Averlo scritto sul display abbassa la barriera d'ingresso a zero, e per una volta la tecnologia nuova serve a rendere accessibile quella vecchia invece che a sostituirla.