Tutte le funzioni raccontate nelle altre pagine hanno una cosa in comune: le abbiamo decise noi. Prima o poi arriva la cosa che serve a te e a nessun altro - una sequenza da ripetere, un sensore da leggere, un automatismo per la tua stazione - e nessun firmware al mondo ce l'avra' mai. Per questo dentro la radio c'e' un interprete BASIC: il linguaggio con cui tutti hanno imparato a programmare, dentro un apparecchio che sta in tasca.
Non e' un giocattolo didattico. Il programma comanda la radio davvero: cambia frequenza, accende la trasmissione, manda messaggi, scrive sul display, legge i tasti e parla con quello che colleghi alla presa seriale.
In pratica: computer e radio nello stesso oggetto, alimentati dalla stessa batteria, senza niente da portarsi dietro.
1Cosa puo' fare un programma
Non e' un elenco di promesse: sono le cose che l'interprete sa gia' eseguire.
comandaLa radio
Sceglie il VFO, imposta la frequenza e il modo, accende e spegne la trasmissione con un tempo massimo di sicurezza.
→ E' la radio che obbedisce al tuo programma.
parlaI messaggi
Manda messaggi brevi a un'altra radio, pacchetti di posizione, testo in Morse o in telescrivente.
→ Gli stessi modi degli altri moduli, comandati da te.
mostraIl display e i tasti
Scrive righe e finestrelle sul display, pulisce lo schermo, aspetta che si prema un tasto e reagisce di conseguenza.
→ Si costruisce un piccolo menu tutto proprio.
collegaIl mondo esterno
Scrive e legge righe di testo sulla presa seriale e su quella del computer, a una velocita' che sceglie il programma: un sensore, una scheda, un altro apparecchio.
→ Qui la radio diventa il cervello di qualcos'altro.
2Tre esempi che si capiscono subito
- La stazione che si annuncia da sola. Ogni tanto manda un messaggio con il proprio nominativo e una frase, poi torna in ascolto. Utile per un ponte improvvisato o per un punto di riferimento durante una manifestazione.
- Il sensore che parla via radio. Un misuratore collegato alla presa seriale manda i suoi numeri, il programma li legge e li trasmette a intervalli regolari. Un termometro in un rifugio, il livello di una cisterna, il vento su un crinale.
- La sequenza di controllo. Cambia frequenza, ascolta qualche secondo, scrive sul display cosa ha trovato, passa alla successiva: un giro di controlli fatto sempre allo stesso modo, senza che tu debba ricordarti l'ordine.
3Come si scrive e come ci finisce dentro
Il programma si scrive al computer, dove si prova con calma, e poi si carica nella radio con RadioManager. Da quel momento vive li' dentro: si lancia dal menu e gira da solo, anche con la radio scollegata da tutto. Non serve tenere il computer attaccato, ed e' l'intero punto della faccenda.
4I limiti, detti prima
Sono limiti veri e vanno conosciuti prima di affezionarsi a un'idea.
- Lo spazio e' pochissimo. Parliamo di programmi da poche decine di righe: la memoria libera dentro la radio si misura in centinaia di byte, non in megabyte.
- Numeri interi. Niente virgola, niente calcoli complicati: e' un linguaggio per comandare, non per elaborare.
- Un programma per volta, e mentre gira comanda lui: non e' un sistema che fa piu' cose insieme.
- Comandare la trasmissione e' una responsabilita'. Un programma sbagliato puo' tenere la radio in trasmissione: per questo l'accensione ha sempre un tempo massimo, ma il buon senso di chi scrive resta la prima protezione.
5Il punto
Il valore vero non e' il linguaggio: e' che l'ultima parola su cosa deve fare la radio ce l'hai tu, non chi ha scritto il firmware. Chi ha bisogno di una cosa che non esiste non deve aspettare che qualcun altro la trovi interessante: se la fa, in una sera.